Ferruccio Svaluto Moreolo

  • guida alpina

    docenza lavori in fune - tecnico di soccorso alpino - tecnico di elisoccorso suem 118 - Arrampicata su roccia, Escursioni, Sci alpinismo, Falesie, Arrampicata su ghiaccio.

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Ferruccio Svaluto Moreolo

Fin da piccolo mi arrampicavo ovunque si potesse salire: piante, muri, pareti erbose, aiutato moralmente da una corda di canapa di 7 metri, alcuni chiodi da ferramenta, e da compagni che uno dopo l'altro perdevano la fiducia in loro stessi, abbandonandomi al mio destino.

Sopravvissuto a queste esperienze, mia zia, grande amante della montagna non che cittadina del mondo pensò bene di rovinarsi la vita dicendo ai miei genitori: "Lo porto io in montagna, così lo tengo d'occhio...", ma probabilmente perdette la vista, quando vide che mi arrampicavo a fianco al cavo della ferrata senza nemmeno usarlo come sicurezza.

Dopo diversi anni il CAI di Pieve di Cadore  con la collaborazione dei Ragni, organizza un corso di roccia. Il corso fu fondamentale perché mi diede i rudimenti di tecnica ma soprattutto mi fece conoscere i compagni di tante avventure future. Torniamo un attimo indietro di qualche anno: al mio paesello c’erano alcuni alpinisti definiti di stampo classico, ed io ero affascinato dai loro maglioni di lana color rosso fuco e dai loro racconti, e cercavo in ogni modo di corromperli per farmi portare in montagna. Però ad ogni appuntamento si inventavano ogni sorta di scuse la classica era che sarebbe piovuto, ma alzando lo sguardo il cielo diventava sempre più blu. Finche un giorno una combinazione miracolosa di eventi, fece in modo che finalmente il mio sogno di salire una montagna stava, per realizzarsi. Non andò però come mi aspettavo. Attaccammo la cengia di Bal sul Monte Pelmo. L’alba ci era fuggita di mano da diverse ore e lo spettro di una ritirata prematura già tormentava i miei compagni di cordata. Io  in balia del loro volere e della loro macchina fui costretto all’ennesima sconfitta. Però il poco fatto bastò come scusa di festeggiamento al rifugio Venezia…

Quello che avvenne dopo la prima bottiglia non lo ricordo, però  capii cosa voleva dire alpinismo eroico: cioè eroico era riuscire  a tornare a casa sani e salvi dopo aver svuotato  i bar di mezza provincia.